
Il 23 settembre 2026 il Senato italiano ha approvato in via definitiva la legge delega sul nucleare sostenibile (Atto Senato n. 1924), dopo l’approvazione della Camera dei deputati del 4 giugno 2026. La legge crea la base giuridica per un possibile ritorno dell’Italia alla generazione nucleare, quasi quattro decenni dopo il referendum del 1987 che portò alla chiusura dei suoi reattori, e delega la definizione delle norme di dettaglio a decreti del Governo. La scheda del disegno di legge è consultabile sul sito del Senato.
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La legge fa |
La legge non fa |
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Istituisce un quadro nazionale per il nucleare sostenibile e delega al Governo le norme di dettaglio |
Non autorizza alcun reattore, sito o progetto specifico |
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Fissa un termine di 12 mesi dall’entrata in vigore per i decreti attuativi, secondo quanto riportato da fonti governative e parlamentari |
Non stabilisce una data vincolante di messa in servizio per la nuova capacità |
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Definisce l’ambito dei decreti: costruzione ed esercizio degli impianti, sicurezza, combustibile, rifiuti radioattivi, responsabilità istituzionali, produzione di idrogeno da energia nucleare |
Non autorizza immediatamente la costruzione o l’esercizio di uno specifico impianto nucleare |
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Punta sulle nuove tecnologie: piccoli reattori modulari, reattori modulari avanzati, microreattori, fusione |
Non sceglie una particolare tecnologia di reattore né un design commerciale |
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Assegna all’ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare un ruolo nella convalida delle certificazioni tecniche |
Non crea uno schema di sostegno o una tariffa di generazione immediatamente operativi. Qualsiasi futuro meccanismo di sostegno finanziario richiederebbe ulteriori norme e, ove applicabile, la conformità ai requisiti UE |
Una legge delega (legge delega) fissa obiettivi e principi e delega al Governo la redazione delle norme di dettaglio, che questo adotta come decreti legislativi entro un termine prestabilito. La legge è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 30 settembre 2026 ed entra in vigore il 15 ottobre 2026. Il Governo ha poi 12 mesi per adottare uno o più decreti legislativi. I decreti sono adottati seguendo le fasi procedurali previste dalla legge, compresi i pareri istituzionali e parlamentari richiesti.
Le decisioni di investimento, la scelta dei siti e le autorizzazioni alla costruzione dipendono dai decreti e dalle successive autorizzazioni. Fino ad allora, la legge cambia il quadro giuridico, non l’approvvigionamento fisico.
L’Italia ha chiuso i suoi ultimi reattori dopo il referendum del 1987 e ha respinto il ritorno al nucleare con un secondo referendum nel 2011. Il Governo fonda il nuovo quadro sulla sicurezza energetica, sulla decarbonizzazione e sulla domanda di elettricità attesa da elettrificazione, data center e industria. L’Italia importa elettricità attraverso le interconnessioni con i mercati confinanti, compresi Paesi con generazione nucleare. La generazione a gas continua a svolgere un ruolo importante nella formazione dei prezzi all’ingrosso in Italia.
Il Governo ha indicato il periodo 2033–2035 come obiettivo indicativo per i primi nuovi impianti. Il ritmo dipenderà dalle autorizzazioni delle tecnologie, dalla disponibilità di design commerciali di SMR e dall’accettazione pubblica. In questo decennio, accumuli e rinnovabili restano la principale fonte di nuova capacità in Italia.
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Data |
Tappa |
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4 giugno 2026 |
La Camera dei deputati approva il disegno di legge (Atto Camera n. 2669) |
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23 settembre 2026 |
Il Senato dà l’approvazione definitiva (Atto Senato n. 1924) |
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29 settembre 2026 |
Adottata la Legge n. 169 |
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30 settembre 2026 |
Legge pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 227 |
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15 ottobre 2026 |
La legge entra in vigore |
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Entro 12 mesi dall’entrata in vigore |
Il Governo adotta i decreti attuativi |
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2033–2035, indicativo |
Obiettivo del Governo per il possibile avvio dei primi nuovi impianti; non è stata fissata alcuna data vincolante di messa in servizio |
No. La legge crea un quadro giuridico e delega al Governo le norme di dettaglio. I progetti specifici richiederanno decreti attuativi e successive autorizzazioni.
Piccoli reattori modulari, reattori modulari avanzati, microreattori e fusione nucleare.
Non è stata fissata alcuna data vincolante di messa in servizio. Dichiarazioni pubbliche hanno indicato il periodo 2033–2035 come obiettivo indicativo, ma la realizzazione dipenderà dal quadro attuativo, dalla maturità tecnologica, dalle licenze, dalla scelta dei siti e dalle autorizzazioni dei singoli progetti.
No. La legge delega non aggiunge capacità di generazione né modifica direttamente l’attuale formazione dei prezzi dell’elettricità. Qualsiasi effetto rilevante sul mercato dipenderebbe dall’entrata in esercizio di progetti futuri.
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