
I mercati del gas europei dovrebbero distinguere tra rischio geopolitico teorico e realtà dell'offerta fisica, secondo James O'Brien, Responsabile Trading di D.TRADING, commentando a POLITICO durante il World Economic Forum a Davos.
Con l'intensificarsi dei dibattiti in Europa sulla dipendenza strategica dal gas naturale liquefatto (GNL) statunitense, O'Brien ha sottolineato che per i paesi esposti a minacce fisiche dirette alle infrastrutture energetiche, la discussione appare molto diversa.
I suoi commenti arrivano in un contesto di crescente preoccupazione in alcune parti dell'UE che la dipendenza dal GNL statunitense possa esporre l'Europa a pressioni politiche. Tuttavia, O'Brien ha osservato che la flessibilità e la liquidità del mercato del GNL statunitense sono state decisive per stabilizzare l'offerta di gas in tutta Europa centrale, orientale e sudorientale dall'inizio dell'invasione su larga scala della Russia in Ucraina.
D.TRADING, il braccio commerciale paneuropeo del Gruppo DTEK, non ha intenzione di ridurre il coinvolgimento con i fornitori di GNL statunitensi. Al contrario, l'azienda sta attivamente cercando di espandere i volumi di GNL dal 2026-2027 per aiutare a coprire le lacune di offerta nella regione.
Gli analisti di mercato citati da POLITICO hanno anche notato che la crescente dipendenza dell'Europa dal GNL ha alterato fondamentalmente la formazione dei prezzi del gas, indebolendo i legami tradizionali tra i livelli di stoccaggio, i modelli meteorologici e i prezzi spot, sottolineando ulteriormente l'importanza dell'opzionalità e della diversificazione delle fonti.
Per D.TRADING, la priorità rimane chiara: garantire un accesso affidabile e basato sul mercato ai flussi di gas dove sono più necessari, in particolare nelle regioni che affrontano rischi fisici e geopolitici continui.